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Viaggiare leggendo: “Una città o l’altra – Viaggi in Europa” di Bill Bryson

Nuovo anno, nuova rubrica!

Ho deciso di recensirvi un libro di viaggi al mese.

E’ piuttosto strano per me, che non sono una grande lettrice. In realtà mi piace leggere, ma se i libri sono troppo lunghi finisce che prima o poi mi annoio, perdo interesse e voglio passare ad un altro libro. Forse perchè non avevo ancora trovato un autore che mi piacesse?

Fino a quando…

L’altra settimana sono venuta a conoscenza di Bill Bryson -sì lo so, è famosissimo, ma ve l’ho detto che la lettura non è il mio forte!- tramite un nuovo sito di viaggi.

Il sito in questione è Euromaster Life -fateci un salto, chissà che vi venga l’ispirazione per il vostro prossimo viaggio!- dove ho trovato un articolo interessante sul libro “In un paese bruciato dal sole” di – appunto- Bill Bryson che descrive il suo viaggio in treno da Sydney a Perth.

Il giorno dopo sono corsa in libreria: mi sono buttata sull’Europa anzichè sull’Australia, mi ispirava d’idea di poter leggere di posti in cui sono stata. E così ho comprato il suo “Una città o l’altra: Viaggi in Europa”.

346 pagine che ho divorato, ho finito il libro in meno di 3 giorni. Per me è stato un record!

Lo scrittore è ironico, sarcastico. Tra una battuta e una riflessione, non ho avuto il tempo di annoiarmi e ho finito il libro in un lampo!

L’autore racconta la sua esperienza in Europa nel 1991, con dei flashback al 1979, anno in cui è partito da casa sua negli Stati Uniti con un amico per il suo primo viaggio in Europa. Uno statunitense trapiantato in Inghilterra che decide di esplorare il vecchio continente in un viaggio in solitaria e zaino-in-spalla che comincia nell’estremo nord Europa e finisce nel suo punto più a sud.

Dalla Norvegia alla Turchia: da Hammerfest, la città più a nord del mondo, a Istanbul, la città divisa tra due continenti, passando per Parigi, Amburgo, Austria, Liechtenstein e toccando anche la nostra bella Italia con tappe a Roma, Napoli, Sorrento, Capri, Firenze -a proposito, neanche a lui è piaciuta e comincio a sentirmi un po’ più umana!- Milano e Como.

Durante il suo viaggio durato quattro mesi, l’autore visita quattordici Nazioni.

Non vi aspettate un libro tutto rose e fiori, l’autore è molto schietto e anche per questo mi piace moltissimo. Espone la realtà dei fatti -o comunque la sua versione: i francesi sono antipatici, Amsterdam è sporca, Amburgo è deludente, questo hotel è troppo caro, quel museo è troppo piccolo.
Ma racconta le sue disavventure in maniera molto divertente, non pesante.

Descrive talmente bene i luoghi che visita che sembra di viaggiare con lui e di sentire gli odori di una boulangerie di Parigi, la pioggia battente della Svezia, il freddo pungente di Hammerfest e i rumori “esotici” di Istambul.

E’, inoltre, una sorta di viaggio nel viaggio. E’ un viaggio nel tempo per noi che leggiamo questo libro oggi: è interessantissimo notare quante cose siano cambiate negli stati Europei dal ’79 al ’91 ad oggi!

“Mentre il fascino di un viaggio all’estero sta proprio qui per come la vedo io. Non voglio sapere cosa dice l’altra gente. Non riesco a pensare a nient’altro in grado di dare un piacere più grande di quel senso di infantile stupore che si prova in un paese dove ci si sente ignoranti quasi su tutto. All’improvviso si torna bambini. Si è incapaci di leggere qualsiasi scritta, si possiede solo una nozione rudimentale del funzionamento delle cose, non si è nemmeno certi di poter attraversare una strada senza mettere in pericolo la propria vita. L’intera esistenza di una persona diventa un susseguirsi di interessanti quesiti.”

Bill Bryson

Ve lo consiglio davvero: anche se, come me, non siete appassionate di lettura ma siete grandi amanti dei viaggi -e se siete qui sicuramente lo siete- questo libro può essere un buon punto d’incontro!

E voi avete letto qualcosa di Bryson? Quali sono i vostri libri di viaggio preferiti?

P.S. Non appena ho finito il libro, ho ordinato su Amazon altri quattro libri di viaggi -neanche uno scritto da lui perchè, oramai lo sapete, la coerenza non fa parte di me.

Colmerò le mie lacune letterarie quanto prima, promesso! 😛

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