Marocco · Postcards

Una notte nel deserto di Zagora: “Welcome to the five million stars hotel”

La prima cosa che faccio non appena poso le valige nel riad di Marrakech è prenotare l’escursione che più ci tenevo a fare: una notte in deserto.

Consiglio di non prenotare nulla dall’Italia e di cercare un agenzia viaggi sul posto che organizzi questo tipo di escursioni o, se avete a disposizione una macchina, di includere il deserto in una delle vostre tappe ed affidarvi ad un’agenzia una volta arrivati nella città più vicina.

Io e la mia amica/guida/traduttice Hind prenotiamo l’escursione tramite il riad.

Partenza ore 8 da Marrakech, ci aspettano 9 interminabili ore di pulmino prima di arrivare nel deserto di Zagora.
Cuffie nelle orecchie, mi sono goduta dei paesaggi mozzafiato.
Ci fermiamo a Ouarzazate per il pranzo, una cittadina relativamente moderna sede di numerosi studi cinematografici. Non abbiamo abbastanza tempo per visitarla bene, ma il fatto di essere a ridosso del deserto le conferisce un certo fascino.

Ouarzazate
Il mio pranzo a Ouarzazate: cous cous con carne e verdure

Arriviamo a destinazione alle 17 circa, scendiamo dal pulmino e saliamo sui dromedari che ci portano alle tende dove passeremo la notte.

In viaggio verso le tende

Il deserto è spettacolare e ci regala un tramonto magnifico.


I beduini ci assegnano i letti e ci mostrano il “bagno” -in pratica una costruzione con un buco nel pavimento- dopodichè ci sediamo tutti insieme sui tappeti sistemati in mezzo alle tende e cominciano le presentazioni -ovviamente davanti a una tazza di tè.


Siamo una quindicina, gente proveniente da ogni parte del mondo: due coppie di cinesi in vacanza per due settimane, tre ragazze brasiliane in Marocco ancora per qualche giorno, due backpackers australiani in viaggio da due mesi,…

Per cena entriamo nella grande tenda comune e ci servono l’harira -una zuppa marocchina molto speziata- e delle tajine di pollo e verdure, per poi finire con della frutta.
L’acqua, eravamo stati avvertiti, abbiamo dovuto portarla noi poiché loro non ne hanno di potabile.

Finito di cenare, scambiamo quattro chiacchiere con i ragazzi seduti accanto a noi e cala il buio: usciamo dalla tenda e finalmente possiamo ammirare lo spettacolo di stelle di cui si può godere solo in posti non contaminati dalla luce artificiale.
“Welcome to the five million stars hotel” ci dice uno dei beduini che, davanti al fuoco appena acceso, cominciano a cantare e suonare.

Canti e balli attorno al fuoco

Il freddo comincia a farsi sentire e decidiamo di andare in tenda, al contrario di tanti altri che rimangono a dormire all’aperto sotto le stelle.

Mi sveglio alle sei del mattino a causa del freddo, mi alzo ed esco dalla tenda: non voglio rischiare di perdermi l’alba!

I beduini stanno preparando la colazione: tè o caffè con latte e pane su cui spalmare miele, burro o marmellata. Mangio qualcosa e mi vado ad appostare sulla sabbia pronta a vedere il sole sorgere tra le dune. Anche stamattina il deserto non delude: un’alba incredibile. 


Torniamo in tenda, prendiamo i nostri zaini e ci prepariamo a passare una mezz’oretta sui dromedari che ci riportano al pulmino.
Al ritorno facciamo tappa ad Ait-Ben-Haddou, uno dei nove siti del Marocco che l’Unesco ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità.
Vi consiglio vivamente di passare qui anche solo una mattina, ne vale davvero la pena.

Ait-Ben-Haddou
Ait-Ben-Haddou

Noi abbiamo deciso di girare per il villaggio senza guida: passiamo il ponte, ci avventuriamo nelle viuzze tra i negozi di spezie e di tappeti e torniamo indietro attraversando il letto prosciugato del fiume Ouarzazate.

Ait-Ben-Haddou

Ci imbattiamo in un artigiano che cerca di parlarmi ma non capisco cosa voglia dirmi, al che entra in gioco la mia traduttrice personale: Hind mi dice che il ragazzo vorrebbe copiare il mio tatuaggio -un aquilone- su un foglio per poi renderlo un ciondolo per le collane che vende.
Quasi commossa entro nel piccolo negozio e mi siedo, aspettando che finisca di disegnare e ascoltando le storie dei simboli berberi che cerca di spiegarmi in un inglese un po’ improbabile.
Dopo i suoi mille ringraziamenti usciamo dalla bottega e ci incamminiamo verso il pulmino che ci riporta a Marrakech.

La notte in deserto è un’esperienza che consiglio se siete ragazze flessibili che si adattano a convivere con persone sconosciute, a non farsi la doccia per 2 giorni e a non avere tutti i comfort di un hotel.
Mi è spiaciuto avere pianificato male questa escursione: essendo il mio un viaggio on the road e avendo quindi a disposizione una macchina, avremmo potuto arrivare fino a Zagora da sole e da lì ripartire il giorno dopo per raggiungere il nord del Marocco.
Che questa nostra “disorganizzata avventura” vi sia di aiuto!

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