Postcards · Spagna

Postcard from…Valencia!

Partite in pullman da Siviglia 11 ore prima, arriviamo finalmente a destinazione! E alla frase della receptionist “Non riuscirete mai a vedere Valencia in 2 giorni!”, io e la mia amica rispondiamo: challenge accepted!

In viaggio non mi fermo mai, macino chilometri a piedi per godermi il posto in ogni angolo. E così, non avendo tanto tempo a disposizione, partiamo subito alla scoperta di questa città solare ed accogliente.

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Angoli di Città

La mattina del primo giorno visitiamo una parte della Valencia medievale: entriamo nella Cattedrale, che con i 3 euro di ingresso offre anche l’audioguida. La prima cosa che mi colpisce sono le tante donne incinte: la tradizione vuole che recitino una preghiera alla Vergine seduta, facendo poi 9 giri della Cattedrale per avere un parto fortunato. La cappella più affollata è sicuramente quella del Santo Càliz: la coppa, con la quale Gesù celebrò l’Ultima Cena, attira visitatori da tutto il mondo.

Con un biglietto a parte saliamo sul campanile, El Micalet. Ammirando Valencia dall’alto, in mezzo a tutte le case e i palazzi, si può vedere un lungo “fiume” verde che taglia la città: è il Jardì del Tùria, un parco lungo 9 km: tra i tanti sportivi che si allenano, noi, da brave atlete quali siamo, ci sistemiamo all’ombra di una palma a mangiare un panino.

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La vista dal Micalet

Proseguiamo la passeggiata attraverso i giardini verso la Ciudad de Las Artes y Las Ciencias. Una vera e propria città, che racchiude l’Hemisfèric (una grande sala di proiezione), il Museo della Scienza, il Palazzo delle Arti e l’Oceanografìc, l’acquario più grande d’Europa e uno dei più grandi al mondo. Quattro grandi edifici originali a cui si aggiunge l’Umbracle: un’ampia terrazza panoramica coperta, circondata da decine di specie di piante e di fiori.

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La Ciudad del Las Artes y Ciencias

Per la nostra unica cena a Valencia è obbligatoria la paella! Scopriamo un ristorante in una delle piccole vie del centro, La Riuà, dove si mangia l’autentica paella valenciana: niente pesce nè molluschi, la ricetta originale prevede solo carne e verdure.

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“Foto artistiche” in spiaggia

Non possiamo non fare tappa al mare, così cominciamo il secondo giorno facendo colazione praticamente in spiaggia. Qualche coraggioso fa il bagno, noi ci limitiamo a fare foto…artistiche(?)!!

Dopo una breve passeggiata sul lungo mare, ritorniamo in centro. C’è ancora tanto da vedere!

Così entriamo alla Lonja de La Seda: oggi Patrimonio dell’UNESCO, venne usata come mercato della seta.

Un rapido giro al Mercato Centrale dove assaggio la dolcissima ma molto buona Horchada de Chufas, una bevanda fatta con un tubero che cresce in zona, e procediamo verso Plaza de Toros. Anche qui prezzo bassissimo: con 1 solo euro visitiamo l’arena e il museo.

Vicino alla piazza si trova la Estació del Nord che, pur essendo una semplice stazione ferroviaria, merita di essere vista all’interno: ci sono splendide ceramiche decorative su tutte le pareti!

L’ultima zona della città che visitiamo è il Parque de Cabecera, poco fuori dal centro, che ospita il BioParc. Il parco zoologico, con barriere invisibili, ti permette di immergerti completamente nei diversi habitat ricostruiti e di vedere gli animali molto da vicino.
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Alla faccia della receptionist, siamo riuscite a goderci la città in soli 2 giorni! Con un po’ di tristezza, è ora di fare ritorno in Italia.

Ogni volta, la solita domanda: dove mi porterà il prossimo viaggio?

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